Stigliano Storia

Le secolari pietre che si erigono come sentinelle, le calde tonalità delle mura ormai simbolo delle colline senesi, rievocano l’originario aspetto del XII secolo, restituendo un’atmosfera sospesa tra arte ed antiche tradizioni. Il fascino di un passato che affonda le sue radici all’epoca etrusca e riaffiora tra le anguste vie del borgo…

All’estremità sud della Montagnola Senese, in posizione dominante rispetto alla valle del Merse e al piano di Rosia, si trova il Borgo di Stigliano.
 
Originariamente composto da tre nuclei separati (Stigliano, Poggiarello e Poggio di Stigliano come riportato sia nel Catasto Francese del 1813 che in quello Leopoldino del 1825) questo piccolo borgo rurale condivide gran parte delle sue vicende storiche con quelle della vicina Siena, che in modo più o meno diretto, ha sempre esercitato una notevole influenza su questo territorio («troppo vicino per essere trascurato e troppo lontano per essere controllato direttamente»): ne sono prova la presenza a Stigliano d’importanti proprietà d’istituzioni senesi come l’Ospedale di Santa Maria della Scala o di famiglie che facevano parte del Governo della città come i Pecci, i Placidi ed i De Vecchi.
 
Stigliano – già luogo sacro per gli etruschi che nel VI secolo vi ubicarono una delle loro necropoli e, in seguito, “Sextilianus” in epoca romana – fu interessato, dopo una lunga fase di espansione economica, dalla costruzione intorno all’anno Mille di un’antica fortezza da parte degli Ardengheschi, poi ripetutamente devastata da invasioni e guerre.
 
Subito dopo passò in mano a privati e per successive donazioni, all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena che vi costruì una Grancia (1318) con compiti di controllo e amministrazione e fu proprio in questo periodo che conobbe il suo massimo splendore.
 
Nel XV secolo carestie, guerre e pestilenze si susseguirono quasi incessantemente generando un complessivo ridimensionamento della popolazione. Stigliano comunque mantenne una propria posizione strategica grazie alla costruzione, ad opera dell’Arte della Lana di Siena, di una nuova strada ad esso prossima, che collegava, attraverso le terre bonificate, Siena alle gualchiere e mulini lungo il fiume Merse. Inoltre, il sistema agricolo adottato, ovvero quello “mezzadrile”, costituì per lungo tempo un solido sistema di sostentamento alimentare ed economico per la sua popolazione. Anche successivamente, alla fine del XVIII secolo, sotto l’influenza diretta della Francia rivoluzionaria, questo particolare sistema lavorativo fu determinante per la sopravvivenza di questi piccolo centro periferico e andò anzi rafforzandosi attraverso opere di bonifica avviate in quel periodo, aumentando in modo consistente la produzione agricola.
 
Purtroppo la mezzadria era in grado di assicurare l’autosufficienza, ma non riuscì mai a superare un complessivo immobilismo sia demografico che economico a causa delle forme estensive ed arcaiche di conduzione dei terreni coltivati.
 
Quando infatti, verso la fine del XIX secolo, le condizioni generali di vita migliorarono, iniziò un significativo esodo dalle campagne, motivato da ragioni economiche collegate all’inizio dei distretti industriali.
 
La popolazione di Stigliano ha subito quindi nel corso dei successivi decenni una notevole contrazione demografica che si è protratta fino ai giorni nostri e che ha portato a un progressivo abbandono delle terre coltivate e di gran parte delle case che lasciate a se stesse hanno subito un notevole degrado.
 
Oggi alcune realtà imprenditoriali, come la STIGLIANO SVILUPPO s.r.l., stanno producendo dei buoni frutti tramite interventi attivi e concreti di recupero che manterranno inalterata quell’atmosfera unica, progettando investimenti mirati alla valorizzazione del luogo.

 

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